Una vita non basta, di Enrico Galiano
- Valentina Bellucci

- 10 gen
- Tempo di lettura: 3 min

"Un consiglio.
Se sei fra quelle persone che non ci credono più, metti giù questo libro.
Se sei fra quelli Ma sì, ma che me ne importa, tanto ormai: non fa per te. Se poi pensi di non avere niente di speciale, di non avere nulla di prezioso dentro di te, nessun talento particolare, o se da anni quel qualcosa di speciale lo hai appoggiato sullo scaffale dei ricordi a prendere polvere, non andare avanti a leggere. Ti faresti male."
Ammetto che in un primo momento mi sono bloccata. Non a leggere il libro, intendo. A leggere l'introduzione.
Sì, mi sono bloccata. Ho lasciato scorrere qualche secondo, gli occhi che restavano fissi tra quelle lettere, fino a quando non ho visto tutto sfocato e allora mi sono decisa ad andare avanti, o meglio: a ricominciare da capo.
Perché quelle parole mi hanno ferita. Mi hanno ricordata che per un po' di tempo è questo quello che ho fatto: ho avuto paura di scoprire chi fossi. Mi chiedevo: e se non ci fosse niente in me? Se non avessi niente da dare? E se, peggio ancora, non avessi niente da prendere (imparare)? Se fossi una scatola vuota? Se fossi solo un volto irriconoscibile fra mille altri?
Poco male, direbbe qualcuno. Siamo tutti fili di paglia di un enorme pagliaio.
In fondo è vero. Però fa male.
Fa male perché ognuno di noi vorrebbe essere qualcuno o qualcosa, soltanto che spesso si ha così troppa paura di scoprirlo che restiamo fermi, non ci proviamo neanche. Iniziamo a dire: be', che me ne importa? Che differenza fa? Tanto non cambia niente.
Forse.
Ma se...
...ma se invece qualcosa cambiasse?
Ma se invece potesse... che so, fare la differenza?
In questo romanzo Enrico Galiano affronta una tematica importante: la ricerca di se stessi. E sì, è proprio vero: una vita non basta. E forse non ne basterebbero nemmeno due, di vite. Però una cosa è certa: vivere senza mai provare a cercarsi è un po' come non-vivere. Non siete d'accordo?
È un po' come stare al mondo facendo da tappezzeria. Prendendo polvere. Accusando e assorbendo l'incuria del tempo, delle chiacchiere inutili.
C'è una forza, dentro ognuno di noi, che scalcia per emergere, per far sentire la sua voce. Quando siamo piccoli è limpida e forte, ci fa sognare e ci fa immaginare un futuro pieno di avventure. Nell'adolescenza è un po' confusa, perché la realtà che ci circonda tende a volerla zittire, eppure continua come un'eco lontana a gridare. Ma cosa ci vuol dire? Cos'è quella forza che spinge per uscire? Dovremmo darle ascolto?
Teo, il nostro protagonista, è un ragazzo disilluso da un mondo a cui non sente di appartenere. È un bravo ragazzo ma, come tutti i bravi ragazzi, commette sciocchezze, una dietro l'altra. E perché lo fa? Cosa lo spinge?
Una vita non basta è un romanzo introspettivo, un romanzo che parla di ricerca interiore, ricerca del proprio sé. Filosofico a tratti, divertente in alcune pagine, romantico in altre.
Ci sono varie schede di animali in giro tra le pagine del libro.
Vi lascio la mia preferita:
"IL TARDIGRADO. Il Tardigrado, o Tardigrada, è un animaletto minuscolo (e anche un po' bruttino - ma questa l'aggiungo io) dalle dimensioni che vanno da 0,1 a 1,5 millimetri. Il suo nome significa letteralmente «cammina piano».
Questo invertebrato è unico al mondo, perché può sopportare condizioni esterne impossibili: freddo a -270°C? Lui sopravvive. Caldo a 150°C? Sopravvive. Ma come fa?
Azzera l'attività metabolica. In pratica muore un pochino, e poi resuscita quando le condizioni tornano favorevoli.
Morale: quando attorno a te diventa tutto insostenibile, fai come il Tardigrado. Morire un po', a volte, è la scelta migliore per poi ricominciare a vivere."
Inutile dirvi che vi consiglio questo romanzo con tutto il cuore. Sia se dovete ancora trovare voi stessi, sia se vi siete già trovati.
TITOLO: Una vita non basta
AUTORE: Enrico Galiano
GENERE: Romanzo di formazione per ragazzi
TROPES: Angst / Emotional scars / Friends to lovers
POV: Terza persona interna



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