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Prima dei cellulari



Sono rimasta per qualche ora senza credito e sono andata nel panico. La mia situazione mi asseconda: vivo da sola e il telefono è l'unico strumento che mi permette di avere contatti con il mondo. Ciò che mi impensieriva non era tanto la non possibilità di navigare, alla fine il tempo lo passo quasi esclusivamente a leggere, dipingere, fare yoga. Quello che mi premeva era il non poter telefonare a nessuno in caso di bisogno. L'isolamento totale.

Tuttavia questo fatto mi ha dato da pensare a quanto possiamo essere dipendenti dal telefono. Io sono cresciuta con i telefoni. Anche se durante la mia infanzia non esistevano, non ne avevo bisogno e quando poi sono diventata adolescente sono entrati nel mio mondo i primi cellulari. Posso dire di non conoscere il mondo "di prima".

Ricordo vagamente un episodio, avrò avuto quattro o cinque anni perché mio fratello non era ancora nato. Mio padre era fuori casa, al lavoro, e nel pomeriggio si scatenò un temporale molto violento che fece crollare ponti e causò molte frane e allagamenti, compresa la chiusura di una strada che lui avrebbe dovuto percorrere per tornare a casa.

Mia madre era agitata perché non poteva mettersi in contatto con lui. Avevamo il telefono fisso, sì, ma lui non aveva un cellulare: semplicemente non esistevano ancora.

Sperava che ci chiamasse da una cabina telefonica o dal fisso di un bar, per farci sapere se era tutto a posto e quando sarebbe rientrato, ma niente.

Intanto le ore passavano e si fece sera.

Non ricordo come finì, dovrei chiedere perché non ne ho assolutamente memoria. Forse mio padre arrivò molto tardi, passando per un'altra via, forse restò fuori tutta la notte e tornò al mattino.

Ecco però, questa era la vita prima dei cellulari: poteva accadere qualsiasi cosa e non avevi nessuna possibilità di avvertire chi avevi a cuore.


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"Avere una mente creativa è un po' come avere un Border Collie: il cane deve lavorare, altrimenti vi creerà un sacco di problemi. [...] Mi ci sono voluti anni per metterlo a fuoco, ma a quanto pare, se non sono impegnata a creare qualcosa, è probabile che io sia impegnata a distruggere qualcosa (me stessa, una relazione, il mio equilibrio interiore)".

- ELIZABETH GILBERT -

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