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Il quaderno dell'amore perduto, di Valérie Perrin

  • Immagine del redattore: Valentina Bellucci
    Valentina Bellucci
  • 4 gen 2022
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 12 dic 2023



"Ogni essere umano ha un uccello che lo segue ovunque, per tutto l'arco della sua vita".

Questa credenza mi ha fatta tornare bambina, ai tempi in cui c'era aria di primavera e arrivavano le rondini che sembravano portare con sé l'impronta dei luoghi che avevano visto. Quando sentivo il cupo ritocco del cuculo, pensavo: stanno per arrivare le rondini. E così era: arrivavano davvero. Passavo ore a osservarle e a immaginarmi cosa avrebbero potuto raccontarmi se solo fossi stata capace di ascoltarle.


È nella giornata mondiale dell'alfabeto Braille che vi propongo questa lettura. Anche perché non c'era giorno migliore in cui potessi farlo visto che sotto sotto il Braille avrà un ruolo importante ai fini della storia. Ma era dai tempi de "L'eleganza del riccio" che non leggevo un libro così. Un quaderno azzurro. Un gabbiano. Il mare. Gli occhi di un soldato che perdono qualcosa di imperdonabile. Il Braille. La stoffa. Una storia da raccontare. I calici che si riempiono. Un bacio. Mani che si cercano. Il destino. Una storia da scoprire. Un passato che ancora non è chiuso. Un connubio di forza e debolezza, coraggio e vigliaccheria, amore e odio. Tutto questo raccontato dalle morbide parole di Valérie Perrin che incorniciano il volto di Justine, 21 anni, orfana di entrambi i genitori, assistente in una casa di riposo, in un quadro composto da troppe persone con un mistero da risolvere.


Perché i suoi genitori sono morti?

Perché il gabbiano di Hélène non è ancora tornato?


Justine scrive una storia attraverso i racconti di un'anziana signora, una storia vera, un amore profondo che valica anche le barriere del tempo. Ma non sa ancora cosa l'attende. Il racconto di Hélène la spingerà a cercare informazioni sul suo passato e sulla morte dei suoi genitori. Verrà a conoscenza di un segreto imperdonabile e solo la comprensione potrà alleviare il dolore.


Un romanzo delicato, con una scrittura fluida. Leggendolo ho creduto di essere stata catapultata letteralmente indietro nel tempo. Ha proprio il sapore del passato e delle speranze nascoste e segrete, dei pensieri taciuti e delle libertà che profumano di mare. Un viaggio segnato dalla nostalgia.


Voto: 4/5


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"Avere una mente creativa è un po' come avere un Border Collie: il cane deve lavorare, altrimenti vi creerà un sacco di problemi. [...] Mi ci sono voluti anni per metterlo a fuoco, ma a quanto pare, se non sono impegnata a creare qualcosa, è probabile che io sia impegnata a distruggere qualcosa (me stessa, una relazione, il mio equilibrio interiore)".

- ELIZABETH GILBERT -

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