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LA FATTORIA DEGLI ANIMALI, DI GEORGE ORWELL. "La dittatura delle uguaglianze".

  • Immagine del redattore: Valentina Bellucci
    Valentina Bellucci
  • 8 giu 2022
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 12 dic 2023



"Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni animali sono più uguali degli altri".



È possibile ridurre al silenzio le idee impopolari

e tenere nascosti i fatti scomodi

senza alcun bisogno di veti ufficiali [...].



Non so se questa affermazione incuta più disprezzo o paura. È veramente possibile riuscire a fare ciò?

Sì.

E non occorre chissà quale studio o indagine per capirlo. Ogni volta che qualcosa "non è bene" oppure "non è conveniente" o ancora "meglio lasciar perdere", stiamo dando potere a delle affermazioni che non sono reali. E su quali convinzioni si basano queste affermazioni? Su convinzioni di natura ideologica, di carattere morale? Rispecchiano la realtà o solo la parte di essa che non nuoce?


Con La fattoria degli animali, George Orwell vuole metterci di fronte a vari problemi della società così come è costruita. Da una parte c'è chi comanda, dall'altra parte chi ubbidisce. Ma non è un meccanismo evidente. Soprattutto perché ad andare al comando sono quelli che prima venivano comandati.


"La dittatura perfetta avrà le sembianze di una democrazia, una prigione senza muri nella quale i prigionieri non sogneranno di fuggire, un sistema di schiavitù dove, grazie al consumo e al divertimento, gli schiavi ameranno la loro schiavitù", disse Aldous Huxley.



E che poi fosse stato veggente o che semplicemente qualcuno abbia preso spunto dalle sue parole per costruire la dittatura sotto false spoglie, questo non ci è dato saperlo. Ciò che sappiamo per certo però è che la civiltà ti porta a seguire un percorso di vita spesso non in linea con ciò che desideri, ma la certezza è che resterà l'unico più semplice da seguire.

Nasci e iniziano a modellarti secondo le loro idee, i loro pensieri. La famiglia stessa è la prima dittatura alla quale un individuo deve sottostare.

Già da piccolo vieni testato. Ti crescono con la loro religione, con i loro ideali di uguaglianza, che potresti più tardi scoprire non essere poi tanto in linea con ciò che realmente rappresenta l'uguaglianza.

Ti capiterà di fare i conti con altre idee ben diverse dalle tue, perfettamente discutibili e valide quando ciò che hai sempre sostenuto. Eppure sarà sempre l'idea di base, quella che "non è bene", a imporsi su tutte le altre.





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"Avere una mente creativa è un po' come avere un Border Collie: il cane deve lavorare, altrimenti vi creerà un sacco di problemi. [...] Mi ci sono voluti anni per metterlo a fuoco, ma a quanto pare, se non sono impegnata a creare qualcosa, è probabile che io sia impegnata a distruggere qualcosa (me stessa, una relazione, il mio equilibrio interiore)".

- ELIZABETH GILBERT -

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